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Sulidae
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I mwbaSulidi (mwbqSulidae mwbgReichenbach, 1849) sono una delle quattro mwbwfamiglie in cui si suddivide l'mwcaordine dei mwcqSuliformi.cite-ref-ioc-1-0[1]
Contents
• Biologia
• Note
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Descrizione
I Sulidi sono grandi mwequccelli marini, con il mwegpiumaggio in prevalenza bianco-nero. Sono lunghi 64–100mwew cm e pesano 1,5-3,5mwfa kg; il becco è robusto, a forma di cono, con rami finemente seghettati nella parte anteriore. Le zone glabre della faccia, la pelle della gola e i piedi hanno spesso tinte molto vivaci; i piedi sono robusti e provvisti di membrane interdigitali assai sviluppate. Le narici esterne mancano; la mwfqrespirazione perciò avviene attraverso la bocca, e il mwfgpalato presenta una conformazione particolare. Le sule sono uccelli dalla corporatura solitamente molto snella e atletica con ali lunghe e appuntite, utili per i frequenti tuffi effettuati per cibarsi di pesce.
Tassonomia ed evoluzione
I sulidi sono imparentati ad altri uccelli acquatici che, come loro, mancano di mwhwnarici esterne e una mwiaplacca incubatrice, ma presentano tutti le quattro dita palmate ed una mwiqsacca golare. I parenti viventi più prossimi dei sulidi sono i mwigPhalacrocoracidae (cormorani) e gli mwiwAnhingidi (aninghe). Quest'ultimi sono alquanto intermedi tra i sulidi ed i cormorani, ma (come molti cormorani) sono uccelli d'mwjaacqua dolce in un mwjqclade di uccelli marini, nonché mwjgsimplesiomorfici con i sulidi ma mwjwsinapomorfici con i cormorani per altri aspetti. Per questo, i Sulidae sembrano essere il lignaggio più antico e più distinto dei tre, che pertanto vengono raggruppati nel mwkasottordine mwkqSulae. Al suo interno, i sulidi sono in genere collocati semplicemente come una mwkgfamiglia; talvolta la mwkwsuperfamiglia mwlaSuloidea viene riconosciuta, in cui alcune delle forme estinte primitive (come ad esempio mwlqEmpheresula, mwlwEostega e mwmqmwmgMasillastega) sono poste come distinte linee basali dai sulidi viventi. Tuttavia, l'ipotizzata famiglia mwmwPseudosulidae (o mwnaEnkurosulidae) è quasi certamente invalida.cite-ref-2[2]
I Sulae erano tradizionalmente incluse nei mwogPelecaniformes nella sua obsoleta circoscrizione mwowparafiletica. Ma mwpapellicani, la famiglia omonima di Pelecaniformes, sono in realtà maggiormente imparentati con mwpqaironi, mwpgibis e spatole, mwpwumbrette e mwqabecchi a scarpa che a sulidi e affini. In riconoscimento di ciò, è stata proposta la separazione di Sulae da Pelecaniformes, e l'assegnazione di Sulae in un nuovo mwqqordine, mwqgPhalacrocoraciformes, che comprende anche le mwqwfregate (Fregatidae) e uno o più lignaggi mwrapreistorici che oggi sono completamente mwrqestinti.cite-ref-3[3] La World Bird List IOC utilizza mwsgSuliformes come nome dell'ordine proposto.cite-ref-4[4]
All'interno della famiglia, sono stati riconosciuti tre generi viventi: mwuamwuqSula (6 specie), mwugmwuwPapasula (1 specie), mwvamwvqMorus (3 specie). Uno studio del 2011 su più geni ha rivelato che la sula di Abbott era più basale rispetto a tutte le altre sule, e probabilmente si erano distanziata dagli altri due generi circa 22 milioni di anni fa, mentre gli antenati delle sule e le sule moderne si sono divise circa 17 milioni di anni fa. Il più recente antenato comune di tutte le sule visse nel Miocene superiore, circa 6 milioni di anni fa, dopo di che le varie sule divennero costantemente divergenti. Il genere mwvgMorus si è separato dagli altri generi piuttosto recentemente, solo circa 2,5 milioni di anni fa.cite-ref-patterson2100-5-0[5]
cites para
mwygCladogramma che mostra i vari generi di sulidi all'interno della famiglia:cite-ref-patterson2100-5-1[5]
La famiglia dei Sulidi comprende 10 specie. Le differenze morfologiche riguardano il colore del piumaggio, del becco e delle zampe e la taglia (che varia, per quanto riguarda la lunghezza, da 64 a 100 centimetri). Tuttavia, la distribuzione geografica differisce da una specie all'altra, ed esistono anche alcune varianti nelle parate nuziali, nelle pratiche di nidificazione e nei sistemi di pesca. Alcuni ornitologi le classificano perciò in due gruppi distinti: il primo gruppo (genere mwaqMorus) comprende la sula settentrionale, la sula del Capo e la sula australiana; il secondo gruppo (generi mwagPapasula e mwawSula) riunisce le sule tropicali e quelle subtropicali, uccelli più piccoli e più colorati, che si tuffano da altezze inferiori e si avventurano in acque meno profonde degli esemplari del genere mwbaMorus.
| Specie di Sule | Specie di Sule | Specie di Sule |
|---|---|---|
| Nome comune e binomiale | Immagine | Distribuzione |
| Sula settentrionale ( Morus bassanus ) | | Europa occidentale e Nord America |
| Sula del Capo ( Morus capensis ) | | Da ovest a sud-ovest della costa africana |
| Sula australiana ( Morus serrator o Sula bassana ) | | Australia e Nuova Zelanda |
| Sula di Abbott ( Papasula abbotti ) | | Isola di Natale |
| Sula piediazzurri ( Sula nebouxii ) | | Oceano Pacifico orientale, dalla California alle isole Galápagos fino al Perù |
| Sula mascherata ( Sula dactylatra ) | | Oceani tropicali tra il 30º parallelo nord e il 30º parallelo sud. Nell'Oceano Indiano si estende dalle coste della penisola arabica e dell'Africa orientale fino a Sumatra e all'Australia occidentale |
| Sula di Nazca ( Sula granti ) | | Oceano Pacifico orientale, dalle isole della Baja California alle isole Galápagos e Isla de la Plata in Ecuador e Malpelo in Colombia |
| Sula fosca ( Sula leucogaster ) | | Aree pantropiche degli oceani Atlantico e Pacifico |
| Sula piedirossi ( Sula sula ) | | Isole di Natale e Galápagos |
| Sula del Perù ( Sula variegata ) | | Coste del Sud America, dal Perù al Cile |
La documentazione mw2wfossile dei solidi è piuttosto estesa grazie alle numerose forme risalenti al mw3aMiocene/mw3qPliocene recuperate. Ma il lignaggio dei sulidi risale al mw3gEocene, e tutto (come la primitiva mw3wfregata mw4aeocenica mw4qmw4gLimnofregata) considerato, i sulidi sembrano essersi discostato dalla stirpe che portò alla comparsa di cormorani e aninghe circa 50 milioni di anni fa. La radiazione evolutiva iniziale formò un numero di generi che sono ora completamente estinti, come la primitiva sula d'mw4wacqua dolce mw5amw5qMasillastega, o il bizzarro mw5gmw5wRhamphastosula (che presentava un becco simile nella forma a quello degli mw6aaracari). I generi moderni si sono evoluti (come molti altri generi viventi di uccelli) attorno al limite mw6qOligocene-mw6gMiocene, circa 23 milioni di anni fa. mw6wMicrosula, che visse in quel periodo, sembra essere stata una primitiva sula che aveva ancora molti mw7qsimplesiomorfie con le sule del genere mw7gMorus. Come gli altri Phalacrocoraciformes, i sulidi si sono originati nella regione generale dell'mw7wAtlantico o del mare mw8aTetide occidentale (quest'ultima ipotesi è la più probabile, dato che i primi fossili di sule sono abbondanti in mw8qEuropa ma assenti dai depositi americani contemporanei ben studiati.cite-ref-6[6]
I sulidi preistorici (o suloidi) conosciuti solo dai fossili sono:
• mw-qmw-gMasillastega (Eocene inferiore della Messel, Germania) - potrebbe appartenere ad mw-wEostega
• mw-qEostega (Eocene superiore di Cluj-Manastur, Romania) - potrebbe includere mw-wMasillastega
• Sulidae gen. et sp. INDET. (Oligocene superiore della Germany) - mwaqeEmpheresula?cite-ref-7[7]
• Sulidae gen. et sp. INDET. (Fine Oligocene della Carolina del Sud, Stati Uniti) - mwaqcMicrosula?cite-ref-8[8]
• mwaq0Empheresula (Oligocene superiore di Gannat, Francia - Miocene medio di Steinheimer Becken, Germania) - tra cui "mwaq8Sula" mwaraarvernensis, "mwareParasula"cite-ref-9[9]
• mwarcMicrosula (Oligocene superiore della Carolina del Sud, Stati Uniti - Miocene medio dell'Austria) - potrebbe appartenere a mwarkMorus o mwaroSula, include "mwarsSula" mwarwavita, "mwar0S." mwar4pygmaea, mwar8Enkurosula, "mwasaPseudosula"cite-ref-pseudosula-10-0[10]
• mwasySarmatosula (Miocene medio di Credinţa, Romania)
• mwaskMiosula (Miocene superiore della California)
• mwaswPalaeosula (Pliocene inferiore? della California)
• mwas8mwataRhamphastosula (Pliocene inferiore del Perù)
• mwatiBimbisula (Pliocene medio della Carolina del Sud)cite-ref-be13-11-0[11]
• Sulidae gen. et sp. INDET. (Fine Pliocene della Valle di Fine, Italia) - mwatkMorus?cite-ref-12[12]
Per le specie estinte dei generi esistenti, vedi gli articoli del genere.
La specie mwauaProphalacrocorax ronzoni dell'mwauiOligocene inferiore, di Ronzon, in mwaumFrancia, è stato variamente collocato tra i mwauqmergini, nel genere mwauumwauyMergus, in mwaucSula, e - dopo che un genere distinto è stato stabilito per esso - nei mwaugPhalacrocoracidae. Anche se è probabile che appartenga a Sulae e possa essere stato un antico sulide (o suloide), dei tre posizionamenti esplicitamente proposti, nessuno sembra essere corretto.cite-ref-13[13]
Biologia
Alimentazione
Le sule si nutrono di mwavapesci e di mwavecalamari che catturano sia gettandosi in picchiata da notevoli altezze, sia tuffandosi quando già volano a pelo d'acqua; infatti non usano prelevare la loro preda dall'alto verso il basso, ma se ne impadroniscono quando ritornano in superficie. Questa è una delle ragioni per le quali le sule non si immergono mai a grandi profondità mentre cacciano la preda, sospingendosi in avanti con la forza propellente prodotta sia dai piedi sia dalle ali.
La dieta principale della sula settentrionale è costituita da mwavmaringhe, mwavqsgombri, mwavuanguille della sabbia e pesci simili. Anche se quasi tutti questi pesci hanno un valore commerciale, è poco probabile che le sule possano danneggiarne la pesca. Dunque, se la pesca delle aringhe e di altri pesci nel mwavyMare del Nord è in continua flessione, questo è dovuto solo a un mwavceccesso di pesca e non alle sule, la cui popolazione al contrario è in continuo aumentocite-ref-14[14]. Non sembra esservi dunque alcuna connessione diretta fra la popolazione degli uccelli e quella dei pesci. Le sule australiane, infine, si nutrono prevalentemente di mwavwacciughe, anche se catturano una gran varietà di altri pesci.
È uno spettacolo affascinante vedere uno stormo di sule che va in cerca di cibo. Si precipitano fragorosamente in mare, con le ali piegate ad angolo da un'altezza di 30 m o anche più. Sembra una pioggia continua di sule in picchiata che spariscono in spruzzi di schiuma. Poi riemergono, risalgono sulle rocce, riprendono a volare per riunirsi ai compagni che compiono vasti giri in aria e poi ricominciano a tuffarsi in picchiata.
L'impatto sull'acqua a una velocità di circa 160mwav8 km/h è tale che, ripetuto continuamente, provocherebbe ferite o danni notevoli, se questi uccelli non fossero dotati di una speciale protezione. Le sule infatti hanno una struttura cranica estremamente robusta per proteggere il mwawacervello da questi colpi violenti e, inoltre, hanno un complicato sistema di sacche d'aria presenti in tutta la testa che servono ad attutire l'impatto.
Struttura sociale
Le colonie di sule si trovano di solito abbarbicate su piccole isole costiere o talvolta anche su scogli simili a ripide torri sporgenti dal mare, come nel caso della Bass Rock nel mwawmFirth of Forth, o della Bird Rock (letteralmente «Roccia degli Uccelli») nel mwawqGolfo di San Lorenzocite-ref-handbook-15-0[15].
I nidi vengono costruiti gli uni vicini agli altri, distanti a volte soltanto 60mwawo cm, cosicché le cime delle rocce o delle isole sono tutte imbiancate da miriadi di uccelli.
A mwawwfebbraio, quando ancora i venti invernali e le tempeste si abbattono con furia sulle rocce, i maschi giungono nelle colonie per riprendere possesso dei nidi da loro lasciati l'anno precedente o, se nidificano per la prima volta, volano a bassa quota in cerca di nidi abbandonati. Le lotte sono frequenti, sia per la difesa del nido, sia per la caccia ai numerosi intrusi; si tratta di vere lotte e non di finte, come succede spesso fra gli uccelli che nidificano in fitte colonie. Allora le sule si afferrano per il becco, per la testa o per il collo, dando terribili scossoni, cercando di torcere il collo dell'avversario e, a volte, possono sferrare attacchi per due ore di seguito.
Corteggiamento
L'ornitologo Bryan Nelson, che per diversi anni studiò le sule di Bass Rock, ritiene che originariamente le sule nidificassero sulle sporgenze o sulle pareti rocciose e che abbiano cominciato a nidificare sulle superfici piane solo recentementecite-ref-nelson2003-16-0[16]. Tale ipotesi spiegherebbe molti aspetti del comportamento di questi uccelli marini. Quando infatti gli uccelli che nidificano sugli strapiombi si battono, uno dei due inevitabilmente precipiterà, il che mette fine alla lotta. Adesso, le sule continuano a lottare per ore di seguito afferrandosi per il becco e nessuno dei due antagonisti sembra in grado di liberarsi dell'altro. La combattività delle sule non vien meno neppure nel periodo del mwaxkcorteggiamento. Le femmine vengono beccate sia durante l'mwaxoaccoppiamento, sia ogni volta che il maschio ritorna al nido, dopo esser andato a caccia di cibo.
I nidi sono formati da larghe e compatte pile di alghe marine, erba, terra e di qualsiasi oggetto trovato fra i rifiuti che il mare butta a riva, anche i più eterogenei, quali reti per i pesci e scatole di latta. Tra tali oggetti si è trovato anche un orologio d'oro e una dentieracite-ref-nelson2003-16-1[16]. La pila viene cementata con escrementi e, quindi, utilizzata come trampolino per il decollo, dato che le sule hanno difficoltà ad alzarsi in volo dal terreno.
Riproduzione
L'unico mwayguovo che viene deposto è grande circa 7,5mwayk cm, trasparente e di un azzurro pallido all'inizio, poi bianco calcareo. Appena deposto l'uovo, la femmina ripiega la coda sotto il suo corpo, come a dirigere e a mantenere l'uovo nel nido. Questo è un altro indizio del fatto che originariamente questi uccelli nidificavano sulle cornici a strapiombo, dove era necessario impedire all'uovo di ruzzolare di sottocite-ref-nelson2003-16-2[16]. Dato che le sule sono prive della «macchia di incubazione», cioè di una zona nuda sul ventre, coprono la covata con le membrane dei piedi.
L'uovo, disposto longitudinalmente al corpo, è mantenuto caldo dalle due zampe palmate che lo serrano lateralmente e che si sovrappongono nella parte inferiore. Entrambi i genitori collaborano alla covata con turni di uno o due giorni l'uno.
Dopo un periodo di incubazione di circa 44 giorni, nasce un piccolo completamente nudo, che si ricopre ben presto di morbide piume. All'inizio, si tiene in piedi sulle zampe dei genitori, ma dopo un poco è già in grado di mantenersi in equilibrio da solo nel nido, mentre i genitori si allontanano in cerca di cibo. A Bass Rock i piccoli vengono nutriti con sgombri, che prelevano dalla gola dei genitori, dopo avervi letteralmente infilato dentro la testacite-ref-handbook-15-1[15].
A due mesi, i piccoli, ormai completamente rivestiti di piume, vengono abbandonati dai genitori e devono cavarsela da soli. Quindi saltano fuori dal nido e con un po' di fortuna cominciano subito a volare. Altrimenti, si devono far strada fra la colonia fino a raggiungere lo strapiombo, ma capita sovente che vengano colpiti a morte dalle altre sule. Una volta in aria le giovani sule volano abbastanza bene, ma una volta posatesi in mare non riescono più a sollevarsi. Appena lasciato il nido sono infatti molto grasse, perciò passa un certo tempo prima che perdano il peso eccessivo e siano di nuovo in grado di volare e di pescarsi il cibo per conto loro.
Conservazione
Sulle alte e impervie rocce ove sorgono le loro colonie le sule sono al sicuro da qualsiasi mwazcpredatore mwazgmammifero; solo l'uomo ha violato i loro territori a mwazkSaint Kilda, impossessandosi dei giovani e degli animali che covavano, e a Bird Rock, ove, con la costruzione di un faro, si è resa accessibile la locale colonia. Inutile dire che si è riusciti a distruggerla quasi completamente, uccidendone gli uccelli per servirsene da esca per la pescacite-ref-handbook-15-2[15].
Comunque, i principali nemici delle colonie sono i mwaz8gabbiani reali e i mwaaamugnaiacci, che spesso s'impossessano delle uovacite-ref-17[17]. Anche gli mwaaustorni attaccano gli adulti, obbligandoli a rigurgitare il cibo che portano ai loro piccolicite-ref-nelson2003-16-3[16].
Note
cite-note-ioc-11. ↑ mwaba(mwabemwabiEN) F. Gill e D. Donsker (a cura di), mwabmmwabqFamily Sulidae, in mwabuIOC World Bird Names (ver 14.2), International Ornithologists’ Union, 2024. mwabyURL consultato l'8 maggio 2014.
cite-note-22. ↑ Olson (1985: p.204), Mlíkovský (2002: p.66), Christidis & Boles (2008: p.100), Mayr (2009)
cite-note-33. ↑ Christidis & Boles (2008: p.100)
cite-note-44. ↑ mwacamwacemwaciCopia archiviata, su mwacmworldbirdnames.org. mwacqURL consultato il 12 giugno 2012 mwacu(archiviato dall'mwacyurl originale il 1º marzo 2012).
cite-note-66. ↑ Olson (1985), Mayr (2009)
cite-note-77. ↑ A distal humerus fragment; larger than mwad0Microsula: Göhlich (2003), Mayr (2009: p.65)
cite-note-88. ↑ Some fossils that "do not differ substantially from modern [sulid] genera"; no further details given: Olson (1985: p.203)
cite-note-pseudosula-1010. ↑ C.J.O. Harrison's mwae4Pseudosula of 1975 is a junior homonym of mwafaPseudosula as established by Boetticher in 1955: Mlíkovský (2002: p.67)
cite-note-be13-1111. ↑ mwafyRichard D. Benson e Erickson, Bruce R., mwafcA new genus and species of booby (Sulidae: Aves) from the Pliocene of South Carolina, with a new corollary to the nature of sister taxa, in mwafgScience Museum Monographs in Paleontology, vol.mwafk 7, St. Paul, MN, Science Museum of Minnesota, 2013.
cite-note-1212. ↑ A proximal humerus fragment somewhat similar to a gannet's: Lambrecht (1933: p.286)
cite-note-1313. ↑ Olson (1985: p.203), Mlíkovský (2002: p.264, 2007), Göhlich (2003), Mayr (2009: p.65)
cite-note-1414. ↑ mwaguNorthern Gannet — Food Habits — Birds of North America Online Titolo generato automaticamente
cite-note-nelson2003-1616. ↑ J. Bryan Nelson (2003): Gannets and Boobies. mwahwIn: C. Perrins (ed.): mwah0The Firefly Encyclopedia of Birds: 82–87. Firefly Books, Oxford.
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Bibliografia
• Bernhard Grzimek, mwaiuVita degli Animali, vol. 7 (1968)
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Collegamenti esterni
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